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Debiti arretrati condominio, a chi spetta il pagamento

Data: 26/4/2019

Con la sentenza 10346/2019, la Cassazione si è pronunciata in merito al pagamento deidebiti arretrati del condominio. Vediamo quanto affermato.

La Cassazione ha stabilito che è illegittima la disposizione inserita nel regolamento condominiale che pone a carico del nuovo proprietario l’obbligo di pagare i debiti condominiali arretrati anche se anteriori al biennio.

Tutto ha avuto origine con l’impugnazione di alcune delibere che hanno addebitato al neo condomino oneri condominiali maturati per la morosità del precedente proprietario, già esecutato. Il condomino ha ritenuto illegittima, per violazione degli articoli 72 e 63 delle Disposizioni di attuazione del Codice civile, la norma del regolamento condominiale che poneva a carico del nuovo proprietario anche i debiti maturati dal precedente condomino più di due anni prima.

Il Tribunale ha accolto l’impugnazione, che però è stata rigettata dalla Corte di appello. Secondo quest’ultima, l’articolo 63 è inderogabile solo nel senso che nessuna disposizione contrattuale o regolamentare può esonerare l’acquirente dal pagamento nel limite minimo dei contributi omessi per l’anno in corso e quello precedente, ma possono invece essere messi a carico dell’acquirente i debiti maturati anche prima del biennio.

Ma secondo la Corte di Cassazione il tentativo della Corte di appello di ampliare i margini temporali retroattivi della responsabilità solidale dell’acquirente, nel senso che il limite temporale (biennale) per il pagamento degli oneri condominiali pregressi da parte dell’acquirente costituirebbe un limite inderogabile, ma solo nel limite e non nel massimo, è una estensione illegittima in quanto non prevista dalla legge.

La Cassazione ha quindi ritenuto errata la decisione della Corte di appello e, accogliendo il ricorso, ha ribadito il principio secondo il quale “in tema di condominio negli edifici, la responsabilità solidale dell’acquirente di una porzione di proprietà esclusiva per il pagamento dei contributi dovuti al condominio dal condomino venditore è limitata al biennio precedente all’acquisto, trovando applicazione l’articolo 63, secondo comma, disposizioni attuative del Codice civile e non già l’articolo 1104 del Codice civile atteso che, in base all’articolo 1139 del Codice civile, le norme sulla comunione in generale si estendono al condominio soltanto in mancanza di apposita disciplina”.

 
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